Isola di Capraia
ASSOCIAZIONE PROPRIETARI DI CASA: FUORI DA OGNI POLEMICA
Riporto un post inviato da un lettore, per dare una risposta chiara a molte travisazioni che si fanno in merito all'Associazione Proprietari di casa di Capraia.
"Associazione Proprietari di Case di Capraia Isola: 156 soci, un terzo delle case di Capraia: leggo le attività o proposte: ma sono tutte rivolte a migliorare e a valorizzare il patrimonio edilizio ( pannelli fotovoltaici ) , a migliorare ad incrementare il turismo ( agevolando le discese a mare ed eventualmente - questo lo dico io - a rimpascere le cale di sabbia, ove non era mai stata vista ; ma quanti turisti prevede di accogliere? 5mila, 10mila, 15mila?), a stringere alleanze con la Confedilizia, benemerita organizzazione di costruttori notoriamente amanti della natura e delle coste solitarie e dirupate dell'Isola! Ma cosa ha proposto, questa organizzazione, per il BENE dell'Isola? Forse una campagna per il risanamento del laghetto, con intervento di suoi volontari? forse monitorare le acque per la protezione della posidonia di Portovecchio, minacciata pesantemente dagli allevamenti di pesce ? Forse richiedendo il controllo delle attività di pesca , anche sui cosiddetti dilettanti, che poi tanto dilettanti non sono, visto che il pesce lo rivendono ed anche a caro prezzo, infischiandosene dei limiti di cattura imposti dalla legge? Forse intervenire con pressioni sul parco per limitare il numero di muflòoni? Forse pressando il Comune affinchè il suo vigile elevi multe a chi, anche turista, si lava nel porto con saponi, spreca l'acqua potabile , lasciando aperte le manichette, orina e defeca all'aperto in mezzo ai cespugli vicino al porto? Forse insistendo col Comune per far bonificare l'area del porto del Sig. (sic!) Mazzei, elegantissimo biglietto da visita dell'Isola per chi ci viene la prima volta? Forse assicurandosi che tutti i suoi associati che ( aimè!) affittano camere o case, le consegnino in perfette condizioni di pulizia e di arredo , ( ed a norma di impianto elettrico) ai malcapitati clienti?"
Caro Amico, Le rispondo da Presidente dell'Associazione che Lei cita, nonchè da ideatore e fondatore della stessa.
Lei fa una polemica strana, probabilmente non conoscendo nè gli scopi statutari dell'Associazione, nè i suoi ambiti di azione e provvedo dunque a chiarirli a Lei ed a chi questo possa interessare.
L'Associazione nasce per dare tutela al patrimonio edilizio unico dell'Isola di Capraia, con ciò intendendo l'esatto contrario di quanto Lei afferma, ovvero di proteggere un centro abitato bellissimo da deturpazioni o speculazioni edilizie non consone rispetto al carattere unico che Capraia possiede. Essa non è una organizzazione turistica, indi non vuole accogliere nessun numero di turisti, compito spettante, direi, al Comune ed alle sue scelte in tema di politica turistica e di accoglienza. L'Associazione rileva problemi legati alla "vivibilità" dell'isola e l'iniziativa sulle discese a mare è volta a proporre una soluzione adeguata per questo che è - volere o volare - un problema di vivibilità. Altro non potrà essa fare che proporre, non avendo alcun potere decisionale in merito ad iniziative che riguardano, ancora, il Comune.
L'Associazione non "stringe alleanze", non è uno Stato in guerra, caro Amico. L'affiliazione ad una associazione di categoria come Confedilizia garantisce ai soci una serie di servizi utili come le consultazioni catastali o assistenza tecnica o legale su problemi fiscali, tecnici ed amministrativi legati alla propria casa.
L'Associazione non è e non può essere un organo di controllo e di sanzione dello Stato, lei si sbaglia. Per il controllo della pesca, professionale o sportiva c'è la Guardia Costiera, nonchè l'Ente Parco. Che c'entriamo noi?
Per i progetti di pulizia del Laghetto, che se vi fossero appoggeremmo con ogni forza, o di limitazione dei mufloni o per il monitoraggio delle posidonie di Portovecchio,esiste una Comunità Montana, una ARPAT, un Ente del Parco Nazionale dell'Arcipelago, tutti organi che Lei finanzia con le sue tasse e che sono demandati a progettare ed eseguire questo tipo di interventi. Mi spiega come dovremmo intervenire noi su competenze dello Stato? Siamo una Associazione di cittadini, mica un organo elettivo dello Stato che riscuote risorse pubbliche e che le stesse impiega in progetti volti a favore del territorio.
Accogliendo un'anima ecologista che alberga nella nostra Associazione ( e come non potrebbe esserci, considerando noi il Parco una risorsa - malfunzionante ma ancora tale-?) stiamo portando avanti un progetto di fotovoltaico ad integrazione del progetto regionale Isola Verde che prevede per Capraia l'autosufficienza energetica ad emissioni zero. C'è in questo qualcosa di sbagliato o che stride con Capraia? Noi crediamo invece che questo progetto sia qualificante per l'isola intera. Pensi: essere la prima isola europea energeticamente autosufficiente senza inquinare e per di più Parco Nazionale e Parco Marino Europeo! Cosa staremmo sbagliando in questo, secondo Lei?
Insomma, caro Amico: ad ognuno le proprie competenze. La nostra Associazione, fondata a tutela dell'isola nel suo insieme, del suo patrimonio architettonico e dei propri soci, non può in alcun modo sostituirsi ad enti Statali che hanno una competenza specifica su quello che Lei dice. Può stimolarli, come facciamo; può progettare e proporre, come facciamo; può essere loro interlocutore, come siamo. Ma non decidere al posto d'altri che a tali decisioni sono chiamati da leggi dello Stato, mi scusi.
Inoltre credo che Lei conosca molto superficialmente la nostra attività: per Capraia ci adoperiamo in mille modi non eclatanti ma estremamente produttivi. Stiamo compiendo a nostre spese la prima ed unica catalogazione di tutti i beni storici, artistici ed archeologici di Capraia, un' opera che neppure la Sopraintendenza alle belle arti ha mai compiuto ( ed avrebbe dovuto ), abbiamo pubblicato un piccolo depliant rivolto ai visitatori proprio per consigliargli comportamenti non degradanti, inclusi quelli sulla pesca che Lei cita. Siamo intervenuti con il Comune in confutazione di alcune sue scelte edilizie o di varianti, abbiamo proposto alle istituzioni il progetto del recupero di Sant'Antonio come possibile centro museale e sudi del Parco dell'Arcipelago. Insomma tutte cose che, ritengo, siano fatte in favore dell'Isola e di nessun altro.
Non ci confonda con un partito politico, nè con un ente per il turismo, nè con un organo statale. La nostra è una Associazione no profit rivolta proprio alla tutela di quanto Lei vuol far trasparire dalle righe del suo intervento.
Quanto agli appartamenti che alcuni soci forse affittano ( ma non mi risulta questo dato così come Lei lo pone ), Lei non può rendere una Associazione responsabile degli atti che il singolo intraprende personalmente. Ma in quale mondo accade, questo?
Quindi, Caro signore, spero di aver ben chiarito la posizione dell'Associazione Proprietari di casa dell'Isola di Capraia ( www.proprietaricasacapraia.it ), le sue funzioni e parte dei suoi scopi.
La ringrazio per avermene offerto l'opportunità e Le faccio i miei più cari saluti.
Il Presidente
Lorenzo Renzi
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E' evidente agli occhi di chi vuol vedere che l'Associazione, che ha un numero di iscritti pai ala metà della popolazione dell'Isola e sono proprietari di circa un terzo del patrimonio immobiliare esistente, un qualche peso dovrebbe pur averlo! E se veramente le sta a cuore il bene dell'Isola - sono convinto che ciascuno dei suoi 156 iscritti lo giuri e spergiuri, se interpellato - un po' di voce grossa la potrà pur fare, negli incontri con le varie istituzioni che tu prospetti, non ti pare? Ed è altrettanto ovvio che non è preposta ad ese guire quelle attività indispensabili per una protezione efficiente dell'Isola e del suo mare: per questo ci sono i vari Enti dello Stato: Carabinieri, Guardia Costiera, Corpo Forestale, Parco, e della Regione: ARPAT e d il Comune. Ma che tu lo neghi o no la tua Associazione è una FORZA POLITICA di tutto rispetto, ed allora, sollecitate, pressate, proponete ; in una parola fatevi sentire anche su temi che possono toccare qualche interesse ( Ma i Soci, sonon tutti d'accordo?)
Rispondi votes: -1 martedì, 16.09.08, 01:37:47!Hasta luego!
Don Quijote
Caro S. e Presidente,
Rispondi votes: 0 giovedì, 30.10.08, 01:34:40permettimi di ricordarti le belle e nobili parole che hai scritto quando hai presentato questo Blog:
"... Questo Blog avrà l'onore e al modestia di pubblicare proteste ed elogi, mozioni e smentite, pareri diversi e diverse campane... con un unico fine... offrire a tutti noi Capraiesi la possibilità di essere realmente informati su fatti che riguardano la nostra Comunità... Chi è informato può autonomamente costruirsi un'opinione su ciò che lo riguarda, sul futuro della propria Isola... dei suoi figli e della propria Comunità...."
Bene!! dimostra che le tue parole non sono solo il frutto di un esercizio linguistico, ma anche di una reale convinzione! Te ne do l'opportunità : non cancellare, come hai fatto con altri commenti non graditi, questo articolo pubblicato da Marevivo, Associazione che vanta fra i suoi membri di spicco anche qualcuno che ha casa sull'Isola ma che non si è mai espresso pubblicamente sull'argomento che tratta l'articolo
REGOLARE L'ACQUACOLTURA
Rispondi votes: 0 giovedì, 30.10.08, 01:47:44Gli impianti di allevamento intensivo di pesci in gabbie galleggianti necessitano di interventi quali la somministrazioone di cibo, la protezione da malattie ed il loro confinamento per la protezione dai predatori. Oggi queste forme di allevamento consentono di ottenere ottime rese in spazi molto ristretti come quelli delle vasche galleggianti. Ottimi risultati sono raggiunti fornendo ai pesci una dieta regolare, incrementata da additivi chimici ( i nutrienti ) e da ingenti quantità di antibiotici, per la profilassi e la cura di malattie batteriche. Sia i nutrienti che gli antibiotici passano all'ambiente esterno o con il cibo non utilizzato o con le deiezioni. I nuutrienti residui, quali azoto e fosforo, causano problemi di eutrofizzazione ed inquinamento e gli antibiotici, causando l'accumulo negli organismi e la distribuzione nella catena alimentare, provocano un progressivio aumento dei ceppi patogeni resistenti, con grave rischio anche per la salute umana. Pertanto le attività di acquacoltura comportano un continuo rilascio in mare di elevate quantità di farmaci , nutrienti e deiezioni che contaminano le acque circostanti. Il potenziale impatto può riguardare la massa d'acqua, il sedimento, le comunità naturali, l'uso dell'acqua per la balneazione ed il paesaggio.
Appare evidente che l'allevamenti ittico necessiti di specifiche metodiche di gestione che rispettino la qualità delle risorse naturali sfruttate.
Pertanto, sia per gli impianti già in uso che quelli di futura realizzazione, devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:
- Localizzare gli impianti in mare aperto, a opportuna distanza dalla costa, tenendo in debita considerazione l'andamento ed il flusso delle correnti
- Localizzare gli impianti in zone di mare distanti da centri balneari e/o di elevata frequentazione turistica.